Grandi ospiti

Franz con coach Calamai

Alla corte di Franz Campi, che ha condotto il torneo in maniera brillante, si sono succeduti una serie di ospiti speciali.

Carla e Vincenzo con Roberta Li Calzi, Assessora allo Sport e al Bilancio del Comune di Bologna
Silvia Ciresa coordinatrice ANT e l’assessora Roberta Li Calzi
il senatore Marco Lisei insieme a Carla
Franz intervista Andrea Tedeschi redattore e conduttore di TRC Bologna
il mitico arbitro Claudio Gallerani
il Coach Daniele Bellandi tra Franz e Carla

Il pagellone di Dario

la Dona&Friends durante un timeout riprendi fiato

Il Pagellone di Dario

di Dario Pettinato

Sulle pagine sportive di alcuni giornali in edicola oggi c’è l’articolo dettagliato, di cui vi ripropongo il ritaglio del famoso PAGELLONE.

Ndr. la redazione si scusa se alcuni racconti risulteranno più ricchi di altri, ma Bruno mi ha detto che non tutti hanno consegnato la liberatoria firmata

Alessandro #1

Salta sabato ma è presente eccome domenica, attacca il canestro e cerca i compagni in taglio, crea spazio e dimostra grande visione di gioco

Marco #4

Porta con sicurezza palla e avvia i temibili attacchi dei Dona&Friends come un metronomo

Mattia #6

Nell’allenamento pre torneo intuisce che tra i tavoli della sagra, travestiti da salumieri, sono nascosti gli scout di salus e libertas, e per fregarli passa la

serata lanciando airball, togliendo le ragnatele dietro al tabellone con appoggi da sotto, e mostrando una fisicità degna di ale di ale e franz. Callo capisce il momento di difficoltà, e per metterlo a suo agio urla “mi marca il mongolooo”.

Poi mercoledì parte.

Poi torna e gioca un gran torneo, presente a rimbalzo, segna in reverse, e chiude con un jumper (nel senso di maglione credo, perché i piedi non hanno staccato da terra) dal gomito di tabella, colpo che alla ryder cup vale 7 punti di handicap. SOTTOMARINO.

Matteo #0

Prezioso esterno di tecnica e attenzione, non forza in attacco ma fa girare molto bene la squadra.

Chicco #7

Contende il premio del best telaio of the tournament al Grinta, e porta in campo un bagaglio tecnico di urla, salti, tuffi e numeri. Riesce a fare qualcosa che non riesce a molti altri: saltare. Prende alla lettera le parole di Raffo “siamo qui per divertirci” protestando con l’arbitro dopo 7 secondi del primo quarto, ed esagera forse con qualche no look, ma la sua frase “ora andiamo in trance agonistica, torniamo indietro di 20 anni e ce la giochiamo punto a punto” è senza dubbio candidata all’oscar (nella categoria fantascienza). RED BULL.

Dido #77

Energia e positività su entrambi i lati del campo. Si incarta in qualche occasione ma incarna perfettamente lo spirito del torneo giocato col sorriso. PROVACI ANCORA PROF.

Grinta #9

MVP dell’outdoor, in cui lancia in contropiede anche i frecciarossa di la dal muro di cinta. Non riesce a capacitarsi di come, pur allenandosi 756 volte al mese con lo 0’000003% di massa grassa,  8 minuti prima del torneo gli si blocca la cervicale. Grazie alle mani fatate di Mone può tornare a battere le palpebre, ma purtroppo la mobilità è quella di R2-D2. In campo si offre a coach Lolli per “1 minuto e mezzo di intensità“ o “47 secondi di difesa asfissiante“. Domenica è più sciolto, può permettersi anche di andare a rimbalzo, anche se in una transizione esagera con la velocità e senza controllo del collo rischia di deragliare e schiantarsi sui materassi. Come

sempre mette in campo le sue doti di PR, chiama il suo amico titolare e prenota il dopo partita al Lusvengrüßver (di cui conosce il titolare – ma non la pronuncia), dove diamo molto più spettacolo che in campo (e paghiamo meno perché non so se avete capito ma conosce il titolare). Ritrova il sorriso quando viene giustamente nominato dallo speaker best telaio del torneo. Mezzo voto in meno perché non fa il granchietto a Manu nonostante le ripetute richieste. ZOOLANDER

Edoardo #19

Una roccia a centro area, si fa conoscere fin dagli allenamenti pre torneo. Mena sapendo di voler menare, a volte però gli scappa (nel senso che abbatte la clava ma il colpo non va a segno), ma è più un caso, e comunque si vede che gli dispiace. Presente in tutte le fasi del gioco, tiro minaccioso e rimbalzista solido.

Coach Lolli #5

Iinfiamma il pubblico con visioni di basket di alto livello. Alterna carisma in campo a consigli da coach. Dubita di aver esagerato quando chiede se per tutti è chiaro quello che aveva detto sul “doppia uscita”: alcuni annuiscono, altri con tono accondiscendente tossiscono citazioni tipo “stager” o “pick” per fingere di essere sul pezzo, altri lo guardano annebbiati pensando che per la seconda uscita in realtà aveva detto che prenotava il Grinta. Mezzo voto in meno per il grave errore tattico sul finale della semi: presta il phon in spogliatoio confidando nella bontà di spirito dei compagni di beneficenza. I pezzi sono stati visti su una bancarella della piazzola del venerdì di Karachi. ROWENTE.

Stefano #12

Pivot che svetta, si avventura a canestro con caparbietà, ostacolato solo da quella maledetta e imprevedibile forza di gravità. Prende anche  buoni tiri aperti, e vaglielo te a prendere un rimbalzo in testa. TOTEM

Secchia #13

Tra i migliori nell’allenamento pre torneo, passato a randellare di botte suo figlio mentre gli da finti consigli tattici: “occhio a palleggiare cosi alto – SBAM! -; quando tiri stai più morbido con la parte alta –  SDENG!”. Al torneo si presenta tirato e si carica sulle spalle l’attacco della squadra, segnando canestri pesanti. Tra un giro dorsale e l’altro va leggermente in trance

agonistica quando, sotto gli occhi di padre, madre, moglie e una dozzina di figli, dedica una cortese e pacata minaccia (con tanto di gesto) a un paio di PGSini che potrebbero essere suoi figli… (ok mi fermo al “potrebbero”, non vogliamo sapere altro). Polveri leggermente bagnate domenica, anche se sembra sbloccarsi nel secondo tempo. Dopo un piazzato in allontanamento purtroppo dimostra che, a differenza dell’ingegner Malaigia, c’è chi nella vita fa lavori di fatica e i tirotti quando li prende li prende sul serio. Esce a braccia, ma le braccia per Secchia sono sempre tutte in alto in standing ovation. CECCIAAAA

Mone #14

Nel match outdoor la tattica è quella di arrivare a rimorchio paglia in bocca una quindicina di secondi abbondanti dopo gli altri, ma poi spesso si prende la tripla frontale e segna col sorriso. Esaltato dal bell’allenamento sboccia e chiede chi c’è anche domenica dopo, ma dopo 20 secondi ritratta e torna a grigliare. Per il torneo arriva tiratissimo (ovviamente dopo un’ennesima grigliata), e fin dalla palla a 2 è aggressivo in attacco e presente in difesa. A rimbalzo è dominante come sempre, e non è un caso se le signore della bassa lo conoscono come BWB (il Ben Wallace di Baricella). Decide di portare al pub 25-26 minorenni che sguinzaglia sapientemente in giro per il locale; le cameriere apprezzano soprattutto la figlia piccola che si piazza a tradimento davanti la porta a soffietto della cucina, ma in pochi si accorgono che era solo un diversivo per consentire ai due più grandi di sgraffignare l’argenteria. Domenica purtroppo si accorge di avere 3 ginocchia di cui 2 nel destro, è costretto a dare forfait e saluta tutti rientrando a casa (probabilmente aveva una grigliata in notturna). SCOMODO.

Matteo #18

Minuti di sostanza sia sotto canestro che nella media.

Dario #20

In attacco il solito uomo in meno, ma in difesa da tutto, tiene alta la zona, chiude le linee di passaggio, si tuffa per recuperare palloni e prova ad anticipare il pendolo degli attacchi avversari, anche se nel 94% dei casi gli arriva al ginocchio. Alcuni lo pensano distratto, ma i più attenti sanno che il suo radar è sempre acceso per intercettare gag e aneddoti con cui imbastire il pagellone. PAROLIERE.

Callo #32

Al pretorneo arriva in campo passando dagli alberi come in una scena di into the wild, solo con la sportina dell’eurospin al posto dello zaino da trekking. È il solito molesto, in attacco trova sempre modo di essere pericoloso, anche se dimostra qualche apnea e rompe completamente il fiato solo dopo la premiazione per il quarto posto. Il suo canestro con virata in allontanamento è tra i più belli del torneo, anche perché lo completa con una capriola carpiata che lo porta fuori dai 3 pti. Pubblico in visibilio che applaude in piedi l’effetto speciale, ma in realtà semplicemente non riusciva più a fermarsi avendo completamente perso il controllo di tutti gli arti. Chiede al coach se avesse fatto bene a tirare nonostante mancassero ancora 5” a fine quarto, ma tanto tutti sanno che fino a 10 anni fa avrebbe tirato 10 secondi prima. CAPRIOLET

Manu #45

Entra dal retro per schivare le fan che lo aspettavano dopo la conferma della sua presenza in Aquaman3. Appena riesce a togliere la ruggine brilla come un tempo, alternando lotta sotto le plance, movimenti da esterno e imitazioni da cabaret. Chiamato più volte Gitti (o forse era Geatty) da Franz, non riesce a farsi andare giù la cosa, e in un momento di down emotivo in semifinale rispolvera una Nesterovic però in versione modificata: finta di consegnare certificato a Bruno, palla dietro la testa del difensore, incrocio sul centro, canestro e fallo. La dedica al pubblico è commovente, il canestro è tra i più apprezzati, il modo in cui chiude la serata divorando uno stinco di brontosauro pur avendo ordinato un McFlurry è poesia. GINOBILIIII!

Raffo #11

Macchina organizzativa senza precedenti, convoca allenamenti domenicali in preparazione al torneo, cosa impensabile in ambito minors. E la cosa più incredibile è che la gente viene davvero, ipnotizzata da una leadership fuori dal comune. In campo è la solita Faina, quando può cerca il contatto fisico, perché lui se non tira con 4 persone aggrappate alle braccia non è felice. Ricoperto di tape nel 93% del corpo, domenica sfoggia hotpants under armour su mutanda calvin klein, ma solo per distrarre lo sprovveduto avversario con finta fighetteria, e tirarsene addosso altri 6-7 mentre appoggia al ferro in avvicinamento. Ritrova la mattonella inspiegabilmente lasciata in oratorio, e quando dopo un tuffo per recuperare un pallone (in mezzo a 16 avversari

ovviamente) gli parte un crampo, guarda il suo polpaccio, gli sorride, e gli fa capire di rimettersi subito a posto che lui questo torneo lo gioca tutto. In chat ha pure il coraggio di chiedere chi si offre per fare il capitano: ma i Dona & Friends rispediscono al mittente l’umiltà e gli riconoscono all’unanimità il ruolo che merita, simbolo di un evento stupendo e veramente sentito da tutti. ENORME.

Special guest outdoor – Sandro, Bitte e Gian Bertuzzi

Preferiscono affettare, friggere o fingere di collaudare impianti stereo piuttosto che guardare lo spettacolo in campo. Sempre detto che di basket ne capiscono più di tutti.

Special guest indoor – Dadde

Arriva, saluta gli ufficiali di campo, scambia 2 chiacchiere con gli avversari, si fa passare la palla, piazza un 7/7 da 3 senza muovere un muscolo dall’orecchio in giù, poi se ne va in tribuna a parlare di lavoro lasciandoci nella nostra povertà tecnica. BORGHESE.

DONA voto 20

Per noi è stato un enorme piacere e un grande onore!

Un applauso a tutti!

Si è conclusa la prima edizione del Torneo di basket “Enrico Donati”, grande successo partecipativo, organizzazione impeccabile ed un discreto agonismo hanno contraddistinto una due giorni di sport e divertimento.

Ecco le foto delle squadre partecipanti al torneo:

Prima classificata: Libertas Basket Bologna
Seconda classificata PGS Corticella
Terza classificata: Salus Basket
Quarta classificata: la nostra Dona&Friends
MVP del torneo: #23 Giacomo Monetti

Seguiranno post con punteggi, pagelle, estratti e curiosità Stay tuned!